NUOVO FUTURISMO Ridisegna la città Spazio Oberdan Milano

IMG_2053.JPGIl gruppo del Nuovo Futurismo è stato fondato, tra la fine del 1983 e l’84, da Luciano Inga-Pin che, nella gestione della Galleria milanese Il Diagramma, ha svolto una intensa attività di talent scout indirizzata su vari fronti. A costituire il Nuovo Futurismo, questo intraprendente critico e gallerista, scomparso di recente, ha cooptato successivamente vari artisti, fino a un numero massimo di dieci unità, divenute undici dopo la scissione del terzetto che si era detto dei Plumcake, un appellativo mantenuto da Romolo Pallotta e Claudio Ragni, mentre il terzo, Gianni Cella, ora si presenta a titolo personale, come del resto gli altri colleghi presenti in mostra: Gianantonio Abate, Clara Bonfiglio, Dario Brevi, Andrea Crosa, Marco Lodola, Battista Luraschi, Luciano Palmieri e Umberto Postal, scomparso di recente, cui la mostra è dedicata. Un altro membro del gruppo nella sua formazione originaria, Innocente, si è separato dai colleghi indirizzandosi verso altri percorsi.

La denominazione di Nuovi Futuristi non è per nulla casuale, ma sta a indicare una profonda eredità che gliIMG_2045.JPG undici traggono proprio dal Futurismo storico e, in particolare, dall’ala rappresentata da Balla e Depero, assai diversa da quella rappresentata da Boccioni. Tratto centrale di questa diramazione è di concepire un’arte che esalti l’urbanesimo, nel suo edonismo compiaciuto e fastoso, così bene manifestato dalla pubblicità, dai fumetti, da tutti gli incanti dei mass media. Per inseguire questa grande festa mobile bisogna distaccarsi dai confini tradizionali della pittura, elaborare immagini che se ne stiano tra le due e le tre dimensioni, talvolta adattandosi alle pareti, talaltra animando lo spazio con stele e monumenti, il tutto redatto utilizzando i nuovi materiali del progresso tecnologico – i poliesteri, i perspex, le resine sintetiche – che hanno il dono di essere leggeri e di prestarsi a un cromatismo acceso e brillante. Su questa strada i nostri artisti si accostano agli esiti di taluni dei più rinomati protagonisti del panorama internazionale, dallo statunitense Jeff Koons al giapponese Takashi Murakami.

IMG_2057.JPGAlla mostra di Spazio Oberdan, la derivazione dei Nuovi Futuristi dai grandi padri fondatori viene illustrata attraverso la presentazione di alcune opere proprio di Giacomo Balla e Fortunato Depero, cofirmatari del “Manifesto della ricostruzione futurista dell’universo”, permettendo in tal modo di stabilire un confronto puntuale tra le opere dei padri e i risultati di questi efficaci nipoti. Risulta così come ne abbiano raccolto tutti gli stimoli, non solo e non tanto nel concepire opere a sé stanti, ma anche e soprattutto progetti di carattere ambientale, proposte per arredi, mobili, stoffe, suggerimenti tipografici e pubblicitari.

Naturalmente, i Nuovi Futuristi non sono i soli ad aver ricavato una precisa eredità da Balla e Depero, la discendenza è valida anche nel caso di altri protagonisti, particolarmente affermati nell’ambito dell’architettura e delle arti applicate, quali Ettore Sottsass Jr. e Alessandro Mendini, e dunque anche opere significative di questi autori entrano nel panorama offerto dalla mostra. A questo modo sarà come rilanciare la principale proposta formulata e organizzata proprio da Depero, una “Casa del Mago” riveduta e corretta secondo i parametri richiesti dai nostri tempi. I Nuovi Futuristi rendono tangibile questa idea esponendo sia opere significative delle loro origini, sia soprattuttoIMG_2064.JPG gli svolgimenti più recenti, insistendo particolarmente su realizzazioni che entrino in questo grande circuito delle arti applicate e dell’arredo urbano. Le varie sollecitazioni che ne usciranno, potrebbero pure confluire negli avanzatissimi traguardi verso cui Milano si sta protendendo per realizzare il grande evento dell’Expo 2015. La derivazione dei Nuovi Futuristi dai grandi padri fondatori ha avuto un riconoscimento ufficiale in quanto hanno esposto nei mesi scorsi proprio alla Casa d’Arte Futurista Depero di Rovereto, nucleo iniziale da cui è partita la grande impresa del MART/Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto.

Distruggere per (ri)creare, demolire per ricostruire. Il gergo futurista, lapidario e diretto, non lascia molto all’immaginazione. E’ questa l’eredità che i Nuovi Futuristi hanno scelto di accogliere e far loro, senza distruggere ciò che i loro predecessori hanno tramandato, ma usando invece questo slancio rivoluzionario come trampolino di lancio per l’elaborazione di un linguaggio nuovo e moderno. La mostra è promossa dalla Provincia di Milano.

Spazio Oberdan, Viale Vittorio Veneto 2, Milano
in mostra fino al 9 settembre 2012 tel.02 7740.6302/6381 www.provincia.milano.it/cultura
orari: 10-19.30 (martedì e giovedì fino alle 22) chiuso il lunedì ingresso libero
catalogo edito da Silvia Editrice € 18 pagg.128

Testo a cura dell’Ufficio stampa Provincia di Milano/Cultura

Foto: © 2012 Eleonora TarantinoMI PIACE facebook.jpg

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NUOVO FUTURISMO Ridisegna la città Spazio Oberdan Milanoultima modifica: 2012-07-25T08:57:00+00:00da coolmag
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